La svolta principale nella biografia di Rosenbaum coincide con il colpo di stato franchista del 1936 contro la Repubblica spagnola. La crisi risulta da subito «internazionalizzata» con l’intervento dell’Italia fascista e del Reich nazista a sostegno dell’insorgenza guidata dal generale Francisco Franco, dell’Unione sovietica comunista a supporto del governo repubblicano. Tra i due fronti, anche ideologici, i volontari delle Brigate internazionali, più composite, e in parte meno «allineate», animate, piuttosto, dalla militanza antifascista e antinazista. Rosenbaum si attiva nei comitati per il soccorso raccogliendo fondi e operando in favore di profughi repubblicani, quando minacciati d’espulsione dalla Svizzera. Sotto copertura dello studio legale, inoltre, facilita, mediante transazioni, le forniture clandestine di armi alle forze repubblicane: accusato di contravvenire alla neutralità della Svizzera e arrestato nel 1937, condannato a cinque mesi di carcere, gli è revocata la licenza di avvocato nel 1938.
Anziano, alla galleria d’arte di casa Serodine ad Ascona, ca. 1980 (Archivio privato Francine Rosenbaum e Simone Cornaro Rosenbaum, Mendrisio).