«Improvvisamente, uno di questi due uomini», ricorderà l’irruzione della Polizia zarista, «non arrivavo all’orlo dei suoi stivali – mi strappò di mano la matita. Ero stupito, trovavo questo atteggiamento ingiusto. Gli dissi. “Ti presto la matita”. Ridacchiò. Mi misi sulla soglia. Quando la perquisizione della casa fu terminata e stavano per andarsene, fermai l’uomo e gli dissi: “Ridammi la mia matita”. Rimase interdetto, ridacchiò di nuovo e me la restituì» (Peter Kamber, Storia di due vite – Wladimir Rosenbaum e Aline Valangin, p. 35).