«Il primo prelievo di bambini fu a Firenze. Partiti alle 20 di sera, dopo un viaggio di circa 13 a 14 ore si arriva a Firenze. La desolazione e la distruzione regnano ovunque, ponti distrutti, gallerie ostacolate e obbligo al treno di procedere a passo d’uomo. Arrivati e accolti dalla Croce Rossa italiana ci portano a prendere in consegna i bambini, già scelti dai nostri consolati. Dopo un pernottamento su una panchina di terza classe si riparte per Chiasso. […] E così dopo Firenze arrivano i bambini di Pisa, Treviso, Torino, Padova, Massa, Carrara, Milano e Domodossola. […] Poi ricordo viaggi in Olanda, Belgio, Vienna affamata e distrutta» (Lina Bianchi, 1940-1945: da Chiasso partivano convogli per recar soccorso ai bambini vittime di tutte le guerre, «La Croix-Rouge suisse», lxxv (1966), n. 5, pp. 40-41).